La stabilità lombo-pelvica: cenni di anatomia
Il bacino è la base della nostra colonna vertebrale e il suo posizionamento determina l’allineamento della colonna, della testa e l’equilibrio dell’intero corpo: un suo disallineamento dunque può provocare eventuali compensi o dolori anche in altre parti del corpo!
La posizione neutra della nostra colonna vertebrale viene individuata grazie all’allineamento di tre punti articolari importanti, che sono l’osso sacro, le vertebre D7-D8, e la nuca.
Ognuno di questi tre punti appartiene a un distretto differente del corpo, ovvero al bacino, alla cassa toracica e alla testa, e ciò fa sì che ognuno di questi possa essere svincolato dagli altri attraverso la mobilizzazione e poi integrato nell’intero assetto corporeo attraverso una stabilizzazione.
In questo articolo vedremo da vicino quali sono i muscoli ed i fattori anatomici che intervengono sul controllo della stabilità lombo-pelvica.
L’osso del bacino può essere mobilizzato in diverse direzioni: può andare in retroversione, in antiversione, ruotare, inclinarsi lateralmente e shiftare. Non dimentichiamoci che una buona stabilità lombo-pelvica prevedere nel contempo anche una buona mobilità!
Secondo le più recenti ricerche in campo della biomeccanica, gli stabilizzatori della spina dorsale lavorano meglio quando il bacino si trova in neutro: questo avviene quando le spine iliache antero superiori e l’osso pubico si trovano su un piano parallelo al pavimento in posizione supina, o perpendicolare al pavimento, stando in piedi o seduti.
La stabilizzazione lombo-pelvica è fondamentale in quanto le ossa della spina dorsale sono allo stesso tempo mobili e particolarmente delicate e necessitano quindi di una buona attivazione dei muscoli profondi che le circondano, come sostegno. Nel controllo della stabilità lombo-pelvica intervengono:
- I MULTIFIDI: sono un insieme di muscoli profondi della spina dorsale, che connettono i processi spinosi di ogni vertebra ai processi trasversi delle vertebre adiacenti; tali muscoli arrivano ad interconnettere fino a sei livelli di distanza.
- IL TRASVERSO DELL’ADDOME: si comporta come un corsetto che trascina i muscoli addominali al loro interno e diminuisce il diametro della vita. Le fibre del trasverso addominale si connettono alla fascia lombo dorsale sul dorso, lungo il bordo inferiore interno della cassa toracica, nella parte interna del margine superiore della cresta iliaca, per poi terminare sul margine laterale del retto addominale: queste fibre sono direzionate orizzontalmente intorno all’addome e creano lo strato più profondo dei muscoli addominali, perciò quando il trasverso dell’addome si contrae crea una tensione sulla fascia lombo dorsale che circonda i multifidi: quando questi vengono stimolati e attivati, aumenta la pressione interna sulla spina dorsale in maniera da creare una forza di stabilizzazione sulle diverse articolazioni intravertebrali. Questa pressione inoltre invita all’elongazione assiale, aiutando a creare spazio tra le vertebre.
- IL PAVIMENTO PELVICO: lavora in diretta connessione con il diaframma. I due formano la parte inferiore e superiore del cilindro formato dal trasverso dell’addome, dalla spina e dai muscoli spinali. Il ruolo primario del pavimento pelvico è di mantenere i visceri dell’addome contro la gravità e di controllare i tempi e le modalità di evacuazione. Il pavimento pelvico include i muscoli che controllano il passaggio dell’urina e delle feci, così come i muscoli che tengono insieme la pelvi ed i muscoli che connettono la pelvi con il femore.
- IL DIAFRAMMA: è il muscolo primario della respirazione. Esso forma una cupola la cui estremità inferiore si attacca sul bordo interno della cassa toracica, sulla spina dorsale, sulla dodicesima costola, sulle cartilagini costali inferiori e sul processo xifoideo. Le altre estremità delle fibre muscolari del diaframma si attaccano all’anello tendineo che si trova a livello della quinta vertebra. Nell’inspirazione il diaframma si contrae, spostando la punta estrema della cupola (centro frenico) verso il basso e verso la base della cassa toracica. Il diaframma può muoversi di circa 4 cm in basso durante un’inspirazione completa. La differenza di pressione che si viene a creare tra l’esterno dei polmoni, dovuta alla variazione del volume polmonare, permette all’aria di entrare. Quando il diaframma si rilassa, la cupola sale e l’aria viene spinta fuori dai polmoni.
- LO PSOAS PROFONDO: è un muscolo fusiforme, che insieme al muscolo iliaco compone il muscolo ileopsoas. La porzione profonda si inserisce sull’ultima vertebra toracica e sui processi trasversi di tutte le vertebre lombari, scendendo verso il legamento inguinale: trae così rapporti con l’arco diaframmatico mediale, rene, ureteri e vasi renali, colon ascendente (a destra) e discendente (a sinistra). I rami anteriori dei nervi spinali provenienti dal tratto lombare (I-IV vertebra lombare) si uniscono nel tratto inferiore del grande psoas formando il plesso lombare, di cui il nervo femorale (crurale) e il nervo otturatore rappresentano i rami principali. Lo psoas è quindi sede del plesso lombare che, a sua volta, è adiacente a plessi del sistema nervoso vegetativo.
E’ evidente come lo psoas, oltre a essere determinante riguardo la posizione della struttura scheletrica, possa avere una grossa influenza a livello viscerale e viceversa. Si può affermare che la salute del muscolo psoas è determinante per la salute dell’intero organismo (al pari del suo “vicino” muscolo diaframma).
- LA FASCIA TORACO-LOMBARE: è un sistema di fasci che circonda i muscoli erettori spinali, multifido, quadrato dei lombi. Un aumento del volume di questi muscoli aumenta la tensione della fascia, contribuendo alla funzione di stabilizzazione. L’aponeurosi del latissimus dorsi e le fibre del dentato posteriore inferiore, dell’obliquo interno e del trasverso dell’addome, si uniscono ai fasci della fascia toraco-lombare; in questo modo la contrazione di questi muscoli aumenta la tensione attraverso la fascia, provvedendo alla stabilizzazione delle forze sulla colonna lombare.
Questi sistemi lavorano insieme per stabilizzare la pelvi e la spina lombare quando sono sottoposti a pressioni, come avviene nel caso di sollevamenti di carico, nei piegamenti, nel sedersi, nelle rotazioni, durante la camminata, nella corsa o nei salti.
Nel prossimo articolo analizzeremo qualche semplice esercizio per ricercare e rinforzare la posizione neutra del bacino!
