Lavorare sulla stabilità del bacino è veramente importante, come abbiamo letto nell’ultimo articolo. Bene, ma da dove si inizia? Dalla sua mobilità!
Ebbene si, per avere una buona stabilità è necessaria anche la giusta mobilità. Le due caratteristiche vanno di pari passo ed una non deve esulare dall’altra.
Il primo esercizio che si propone solitamente è il “Pelvic mobility”: è un esercizio che può risultare banale, ma per noi insegnanti è molto importante e ci da delle indicazioni fondamentali per capire come proseguire con la programmazione del lavoro e della lezione; inoltre, il cliente stesso, si renderà conto della difficoltà della richiesta se andrà ricercando un’esecuzione ottimale.
Per eseguirlo bisogna sdraiarsi a terra e lasciare le gambe piegate ed i piedi in appoggio, meglio con una soft ball sgonfia sotto l’osso sacro, perché soprattutto le prime volte ci aiuterà nei movimenti.
Ricordiamoci che il nostro obiettivo sarà quello di mobilizzare il bacino dissociandone il suo movimento dalle gambe, dalla schiena e dal resto del corpo: se vogliamo lavorare sulla sua stabilità, è di fondamentale importanza che il bacino sappia gestirsi in maniera autonoma e quindi che si sappia innanzitutto muovere da solo, per evitare di compensare con altre parti del corpo durante tutti i nostri movimenti quotidiani, e inoltre che sappia poi rimanere stabile e fisso quando deve sostenere i movimenti delle gambe o del tronco, ma senza irrigidirsi.
Vediamo nel dettaglio i movimenti da svolgere con l’esercizio “Pelvic Mobility”:
- Immaginiamo di avere una bacinella piena d’acqua appoggiata sul pube e di voler rovesciare l’acqua verso il nostro ombelico e poi verso i piedi: nel primo caso il bacino andrà in retroversione e la zona lombare si appoggerà a terra, mentre nel secondo il bacino andrà in antiversione e la zona lombare si inarcherà.
- Ora vogliamo rovesciare l’acqua a destra e sinistra, facendo attenzione però a muovere solo il bacino su quel piano, senza muovere le gambe o le ginocchia e senza schiacciare i fianchi o ruotare le spalle e la testa. Questo è un movimento molto sottile da percepire e sentire.
- Infine proviamo ad unire questi movimenti per disegnare dei cerchiolini con il bacino: immaginiamo di avere un orologio disegnato sotto la bacinella, con le h 12 all’ombelico, le h 18 al pube, le h 15 alla spina iliaca di sinistra e le h 21 a quella di destra. Vogliamo ora muovere il bacino facendo scorrere le lancette dell’orologio su tutti i numeri dell’orologio, disegnando un bel cerchio, senza angoli e senza scatti.
Potete trovare il video di questo esercizio con le relative spiegazioni qui: https://youtu.be/TCX_7vCIv3A
