Riscoprirsi nel disequilibrio

Riscoprirsi nel disequilibrio

“Meglio se perdi l’equilibrio: conoscerai una nuova parte di te.”

 

 

Questa frase, apparentemente semplice, racchiude tutto ciò che il Pilates mi ha insegnato negli anni.
Non parla solo del corpo, ma di un modo diverso di stare nel mondo. Di accogliere la perdita di equilibrio non come un errore, ma come una soglia: un punto di passaggio verso una versione più autentica di sé.

Quante volte nella vita cerchiamo stabilità, sicurezza, controllo. Eppure, è proprio quando qualcosa ci sfugge, quando vacilliamo, che si apre lo spazio per qualcosa di nuovo.
Ricordo ancora quel momento in cui, durante una lezione, ho perso l’equilibrio su un esercizio che pensavo di conoscere bene. Il mio primo impulso è stato il fastidio. Ma poi, in quell’instabilità, ho sentito qualcosa di diverso: presenza, ascolto, verità.
Quell’istante mi ha insegnato che il Pilates non è solo postura e precisione: è scoperta continua, è un dialogo aperto tra corpo, mente ed emozioni.

Nella quotidianità frenetica — tra casa, famiglia, lavoro e aspettative — il Pilates è diventato per me un rifugio, ma anche un allenamento alla vita. Mi ricorda che posso perdere l’equilibrio e rimanere integro. Che ogni oscillazione è una chiamata all’ascolto.

Durante le lezioni, chiedo spesso ai partecipanti: “Come stai?”. Non lo faccio per abitudine. Lo faccio perché mi interessa il peso invisibile che ognuno porta con sé sul tappetino.
Anche quando non riesco a “leggere” chi ho davanti, c’è qualcosa che percepisco: un’emozione, un’energia, un silenzio che parla.
Sono questi segnali che mi guidano e mi fanno capire che sto camminando nella direzione giusta. Che ogni lezione è uno spazio sacro in cui insegnare diventa imparare.

Le persone che incontro — i loro sorrisi, gli abbracci a fine lezione, gli sguardi complici — mi restituiscono molto più di quello che io riesco a dare. Sono momenti che custodisco con gratitudine, perché mi ricordano il motivo profondo per cui ho scelto di insegnare.

Ecco perché consiglio il Pilates: perché è molto più di un allenamento.
È un viaggio dentro di sé, un processo di conoscenza che parte dal corpo e arriva lontano.
È un percorso lento, profondo, autentico. Che arricchisce chi lo pratica, ma anche chi ha il privilegio di accompagnare gli altri in questo cammino.

E se durante il percorso perdi l’equilibrio…
Non preoccuparti. Forse è proprio lì che scoprirai qualcosa di nuovo su di te.

 

 

— Mattia Donadoni