La differenza tra le due modalità di praticare pilates è abissale!
Conosci tutti gli attrezzi Pilates? Hai avuto l’onore di provarli o hai fatto solo delle lezioni a terra?
Come mai la maggior parte delle persone non conosce l’esistenza dei macchinari Pilates?
Da noi, in Italia, il pilates è spopolato qualche anno fa come un corso di gruppo in palestra: la versione del pilates a corpo libero, svolto sul materassino (per questo prende il nome di PILATES MAT) è molto fruibile per i corsi con un alto numero di persone. Per questo motivo la maggior parte delle persone conosce questo tipo di pilates, che se vogliamo dirla tutta, spesso e volentieri non rispecchia nemmeno il pilates, ma diventa un mix di esercizi tra ginnastica dolce e ginnastica posturale.
Ma è efficace come svolgere una lezione sui macchinari? E soprattutto, qual è la differenza tra svolgere una lezione di gruppo con 15-20 persone e una lezione individuale, piuttosto che in piccoli gruppi di 3-4 persone?
Il pilates svolto sui macchinari è molto più efficace rispetto al pilates mat, ma vediamo nello specifico le motivazioni.
La differenza principale tra un lavoro svolto a terra e un lavoro svolto con gli attrezzi Pilates sta nell’utilizzo della molla (caratteristica principale degli attrezzi pilates), come strumento di aiuto e/o di resistenza a seconda del lavoro che bisogna svolgere: la resistenza elastica ci offre il giusto sostegno adeguato per non cadere nei nostri cedimenti e compensi, e nello stesso tempo per poter lavorare al massimo con le nostre parti deficitarie, andando ad inibire la muscolatura più esterna, che solitamente è quella che provoca anche condizioni di dolore quando diventa inefficiente e va in una condizione di overuse.
Le molle dei macchinari quindi ci assistono durante i nostri movimenti: scegliamo delle molle leggere inizialmente per poter lavorare sulla stabilità interna del corpo e sull’attivazione della muscolatura di sostegno, rieduchiamo i movimenti dal punto di vista biomeccanico senza generare stress e produrre compensi con le articolazioni o la muscolatura, e poi andiamo a rinforzare e stabilizzare i nuovi movimenti acquisiti con delle molle più forti.
Tutto questo lavoro è impossibile da eseguire con il pilates mat! Vediamo anche qualche studio scientifico a riguardo.
E’ stata dimostrata la differenza tra attività a carico naturale (la classica camminata a ritmo blando) rispetto ad attività più intense di carico osteoarticolare: queste ultime, come salire o scendere le scale, camminare veloce, fare jogging, sono più efficienti per la salute dell’osso rispetto ad esercizi a carico naturale, in quanto vengono contrastate meglio le perdite di densità minerale ossea e così si riduce maggiormente il rischio di frattura ossea, nello specifico, soprattutto dell’anca (Chodzko-Zajko, Wojtek e FACSM 2010).
Un ulteriore studio sugli esercizi migliori per l’equilibrio nelle persone anziane dimostra come determinati tipi di esercizi, tipici del mondo pilates sui macchinari, quali esercizi di controllo, di equilibrio, di coordinazione, di richieste funzionali, di forza ed esercizi tridimensionali, siano più efficienti rispetto ai classici esercizi generali di attività fisica (Howe, et al. 2011).
Inoltre, gli attrezzi utilizzati permettono di gravare meno sulla compressione a livello articolare, di lavorare maggiormente sull’intera fascia e sulla respirazione, di imparare a gestire il proprio corpo a seconda di diversi stimoli esterni, di gestire la forza in base alla resistenza offerta, e di attivare tutta la muscolatura profonda posturale.
Insomma, possiamo svolgere un lavoro più completo e funzionale con gli attrezzi!
Ma quindi il lavoro a corpo libero è da escludere?
Assolutamente no, diventa una parte integrante del vero e proprio lavoro di pilates. Il consiglio è quello di iniziare un percorso individuale sugli attrezzi, con delle lezioni in personal, per poter lavorare in modo specifico su tutti gli aspetti del proprio schema motorio e corporeo, per proseguire poi con un lavoro in un piccolo gruppo (un numero ridotto di persone a 3-4-5 massimo), dove i soggetti vengono raggruppati per obiettivi o esigenze, in modo tale da poter proporre una continuità di lavoro sensata che sia efficace per tutti.
Il lavoro a corpo libero diventa molto utile durante tutto il percorso per permettere al soggetto di svolgere a casa dei compiti quotidiani, affinché venga rinforzato il lavoro svolto sull’attrezzo.
Nel prossimo articolo vedremo più nel dettaglio questo fattore!
Riferimenti
Chodzko-Zajko, J., Wojtek, e FACSM. «Exercise and Physical Activity for Older Adults.» Medicine & Science in Sports & Exercise, 1 marzo 2010.
Howe, T.E., L. Rochester, F. Neil, D.A. Skelton, e C. Ballinger. «Exercise for improving balance in older people.» Cochrane Database of Systematic Reviews (CDSR), 9 Novembre 2011.
Kandel, E.R. «In search of memory.» New York: Norton & Co., 2006. 166; 214; 241.
Pulvermuller, F., et al. «Constraint-induced therapy of chronic aphasia after stroke.» Vol. 32. Stroke, 2001. 1621-1626.
