LE SPALLE
La zona delle spalle è una delle aree più complesse dal punto di vista anatomico ed è quella più soggetta a disfunzioni e lesioni, che possono coinvolgere anche il tratto cervicale e lombare: pertanto imparare a lavorare con una buona consapevolezza di questa zona può veramente fare la differenza.
La spalla è costituita da tre articolazioni (sterno-clavicolare, acromion-clavicolare, gleno-omerale) ed è disegnata per avere la massima mobilità al fine di poter permettere l’estensione del braccio sopra la testa e potersi appendere per mezzo della mano.
Ovviamente la stabilità non deve mancare, per questo bisogna ottimizzare l’efficienza funzionale attraverso tre aspetti:
- Stabilire il maggior raggio d’azione del movimento della scapola nel suo scivolamento sopra la cassa toracica;
- Migliorare il controllo della stabilità della scapola durante il movimento;
- Aumentare il controllo della stabilità e del corretto meccanismo dell’articolazione gleno-omerale.
Tutti e tre questi elementi possono intervenire simultaneamente o possono lavorare in maniera autonoma: una buona mobilità scapolare è caratterizzata dal movimento della scapola in coordinazione al movimento della spina dorsale e dell’omero.
Il rafforzamento della cuffia dei rotatori è fondamentale per una buona funzionalità della spalla in quanto essa mantiene l’omero nella cavità glenoidea e controlla la mobilità dell’omero all’interno dell’articolazione: può essere considerata un gruppo muscolare di stabilizzazione piuttosto che di mobilizzazione, quindi per allenare tale gruppo muscolare è fondamentale focalizzarsi su esercizi con un buon numero di ripetizioni e una leggera resistenza.
Gli obiettivi principali per lavorare sulla stabilità scapolare quindi sono:
- Mobilizzare la colonna vertebrale ed il torace su tutti i piani di movimento, quindi in flessione, estensione, rotazione, inclinazione laterale, traslazione laterale;
- Mobilizzare il collo e imparare a sostenere la testa in posizione neutra e contro gravità;
- Integrare il controllo del sostegno della cervicale nella dinamica dei movimenti del torace;
- Conoscere e distinguere la mobilità articolare della scapolo-omerale e scapolo-toracica;
- Individuare e trattare i punti di cedimento o restrizione, per garantire una miglior mobilità e quindi stabilità;
- Imparare a distribuire in modo corretto il carico sugli arti superiori in dinamica;
- Imparare ad inibire l’attivazione dei muscoli accessori come il trapezio durante i movimenti del braccio e della spalla, reclutando invece la muscolatura corretta.
Impariamo insieme a prenderci cura delle nostre spalle, che spesso sono troppo maltrattate da un eccessivo lavoro dei muscoli del collo, che causano quindi malfunzionamenti e dolori che si estendono poi sia sulla cervicale che sulla lombare!
